Oggi sono cosi' lontano da questo ufficio, talmente altrove da sentirmi leggerissimo; ogni spiffero dalla finestra mi trascina via nel suo moto ondoso e volano sui tetti i miei pensiri.
Sento la vita, l'aria quasi fredda sulla pelle, il sole che ora si sta lentamente scaldando e promette lunghe ore di materno calore..
Le mie dita spingono leggere i tasti e muovono con piu' cura del solito la matita affilata a lama, le braccia sentono la strada e ho d'improvviso voglia di fumare e fare i due -classici- passi fino al buco di galleria di quadri del panciuto pittore in fondo alla strada.
Sento il mio petto ruvido come le facciate di mattoni invecchiati delle case ma sono tutt'altro che un bomb-site dentro..
Aspetto trepidante i minuti che scorrono per abbandonare il mio corpo fattosi vela ai giochi del vento, puntando il timone dei miei pensieri alla mia calzante strada di casa (certe cose iniziano a sembrarmi tagliate addosso come bellissimi vestiti di sartoria..)!
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